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complesso abbaziale
complesso abbaziale

Il complesso Abbaziale di Bernardo Antonio VITTONE

 
A Montanaro si presenta un singolare esempio di edifici progettati, e coordinati architettonicamente da un unico architetto, il complesso abbaziale vittoriano, composto da: chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao, chiesa della Confraternita di San Giovanni Decollato e Santa Marta, campanile casa del Comune; nel loro insieme offrono una visone di grande effetto scenografico barocco.

Montanaro per cinque secoli e mezzo appartenne territorialmente all'Abbazia di San Benigno di Fruttuaria, uno stato monastico, dipendente direttamente dalla Santa Sede di Roma e che comprendeva i territori di Feletto e Lombardore e con possedimenti in Italia ed in Europa.

Fruttuaria ebbe ancora un periodo di splendore con la nomina nel 1749 dell'abate commendatario il Cardinale Carlo Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze, figlio del conte di Vinovo Francesco Agostino, figlio di Carlo Emanuele II di Savoia.

Il Cardinale diede la committenza dei progetti all'architetto della Casa Reale Bernardo Antonio Vittone (Mathi 1705-Torino 1770).
 
 

 

 
Chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao
Chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao

Chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao

Del 1757 è il progetto del Vittone di ampliamento della chiesa di S. Maria Assunta e S. Nicolao: la nuova chiesa sarebbe stata più grande di quella fatta erigere dall'ingegnere reale Carlo Morello nel 1649.

Nel 1758 iniziarono i lavori: Vittone venne a Montanaro per vedere gli scavi; fece abbassare il livello del sagrato antistante e la chiesa di Santa Marta rimase senza più il terrapieno di accesso alla sua porta d'ingresso fino al 1766.

La nuova chiesa di Santa Maria Assunta presenta la pianta a croce latina, ha un'unica navata e otto cappelle laterali.
L'altare maggiore, costruito su disegno del Vittone nel 1762, fu terminato nel 1764: è ampio ed in marmo pregiato.

Le cappelle furono corredate da altari a partire dal 1764 fino 1780, prima su disegno del Vittone, poi del suo allievo l'architetto Mario Ludovico Quarini.

 
organo ricostruito da Giacomo Vegezzi-Bossi
organo ricostruito da Giacomo Vegezzi-Bossi

Il 19 maggio 1765 il Cardinale delle Lanze, abate di Fruttuaria, con la presenza del Vescovo di Ivrea e di Fossano, consacrò la nuova chiesa ed inaugurò l'organo costruito dagli organari di Casa reale, i fratelli Concone.
L'attuale organo, ricostruito nel 1872, è opera dell'organaro Vegezzi Bossi.

Del 1767 sono il maestoso pulpito, i confessionali ora riposti in altra sede, la cornice dell'icona posta sopra l'altare maggiore ed il coro destinato ai cantori, tutti disegnati dal Vittone e costruiti dal falegname Pietro Antonio Actis di Rodallo.

Del 1768 è il Battistero, mirabile opera, collocato a sinistra, entrando in chiesa.

Del 1769 sono gli armadi della sacrestia, disegnati dal Vittone e costruiti dall'Actis, considerati opere di ebanisteria sobria ed elegante.

 
 
Chiesa di San Giovanni Decollato e Santa Marta
Chiesa di San Giovanni Decollato e Santa Marta

Chiesa di San Giovanni Decollato e Santa Marta

 
L'attuale chiesa di San Giovanni Decollato e di Santa Marta venne costruita negli anni dal 1744 al 1748, in sostituzione del precedente Oratorio trecentesco della Confraternita dei Laici Disciplinati.

Il Vittone ritenne opportuno costruire nel 1766 il leggiadro "perron", dallo spagnolo scala coperta, che permette di giungere alla porta dalla sottostante piazzetta e nel contempo forma la nuova facciata dell'edificio, dietro cui si vede il frontone della chiesa costruita nel periodo dal 1744 al 1748. 
 
La base geometrica e matematica della composizione costitusce un sistema triangolare di notevole effetto emozionale e simbolico.
 
Tre sono i corpi di facciate, tre sono le campate dell'avancorpo, tre sono le finestre ovali del secondo ordine.
Il "perron" è stato progettato alla "Serliana" (dal nome dell'architetto progettista di questo tipo di apertura Sebastiano Serlio 1475 - 1557).
 
Le campate più basse sono architravate, quella centrale è più alta e arcuata.
 
L'interno è un raro esempio di chiesa biabsidale con finestre ovali, poste nelle due absidi, dalle quali irraggia la luce.
 
Alle pareti, oggi, sono disposti quadri dell'800 dipinti da pittori montanaresi.

È un gioiello barocco, infatti fa parte dei monumenti nel manifesto della Regione "Barocco Piemontese".


 
campanile
campanile

Il campanile ed ex casa comunale

 

L'alto campanile è il capolavoro del Vittone, i lavori iniziarono nel 1770, ma il 19 ottobre 1770 il Vittone morì a Torino. La costruzione proseguì sotto la direzione dell'architetto Quarini, il quale lo collaudò nel 1772.
 
Per raccordare il campanile alla chiesa di San Giovanni Decollato e Santa Marta, fu edificata, con progetto del Vittone, la ex casa del Comune. Quest'ultimo edificio completa il complesso vittoniano.
 


 
 
 

A Montanaro vi è tuttora un'altra opera del Vittone: è l'attuale palazzo comunale ordinato e fatto edificare nella via dei Portici dal notaio Giovanni Francesco Bricha, su terreno acquistato dal Beneficio di Santa Marta nel 1752.
Il progetto è del 1769, la direzione della costruzione del palazzo venne successivamente affidata all'architetto Quarini e fu terminata nel 1772.

 
 

Testo di: Maria Antonia Giarratana

 
 
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